sabato 30 ottobre 2010

I numeri di Barcellona

Pagelle semiserie della gita a Barcellona, con tante scuse a Giorgio Terruzzi...

Casa Battlò di Antoni Gaudì, sul Passeig de Gracia
Voto 10 ai borseggiatori catalani, o da qualunque altra parte del mondo provengano: agiscono nel tragitto che collega il treno che proviene dall'aereoporto alla metropolitana, e si dedicano ai turisti/polli appena sbarcati e con il portafoglio ancora pieno. Abili, chirurgici, perfettamente mimetizzati. Professionisti (di successo).

Voto 9 al quartiere modernista de L'Eixample e al suggestivo Passeig de Gracia... una camminata col naso all'insù ammirando palazzi che ancora oggi stupiscono per la loro audacia e fantasia architettonica. Vedere cose simili (a partire dalla Sagrada Familia), ai primi del '900, doveva essere come ascoltare i Pink Floyd negli anni '70: sensazionale e inaudito.

Voto 8 ai miei compagni di viaggio, e specificamente a David, su cui ricadeva la responsabilità di indirizzare i nostri passi (avendo la guida) e il gravoso compito di fare da interprete al resto della comitiva. Messo alla prova anche in situazioni di crisi (vedi necessità di interloquire con il funzionario dei Mossos d'Esquadra), se la cava egregiamente senza mostrare cedimenti (linguistici). Chapeau.

Voto 7 al gaudiano Parc Guell e alla splendida vista sulla città, in cui spiccano le guglie della Sagrada Familia, chiusa alle spalle dalle verdi colline del Tibidabo. Non secondaria nella valutazione la grande mole di turiste (talune di idioma italico) che non sfiguravano nell'eccezionale panorama.

Veduta di Barcellona dalla balconata di Parc Guell

Voto 6 al Consolato d'Italia a Barcellona, efficiente quanto basta e dannatamente "italiano": su otto sportelli solo due in funzione. Però molto disponibili, e questo denota l'ibridamento con la Spagna.

Voto 5 alle Ramblas - saranno state le serate piovose, sarà stata sbagliata la stagione, ma a parte i venditori di souvenir e i vucumprà non s'è visto granchè della famosa movida barcellonese. Compreso nel giudizio anche il prolungamento sul mare, la Rambla de mar, guastata dagli avvisi del Municipo che avverte che gli utenti la percorrono "sotto la propria stessa responsabilità", con l'effetto di risaltare i cigolii sospetti della passerella e abbreviare le soste dei visitatori.

Voto 4 al proverbiale spirito nazionalistico dei Catalani che ignorano la festività della Hispanidad (non una manifestazione per le strade) ma si prendono volentieri la giornata di ferie... sembrava un 2 Giugno a Ponte di Legno.

Voto 3 alla caffetteria vicino Plaça Macià dove facevamo colazione per non essersi fornita in 4 giorni di una banalissima cioccolata per accompagnare i miei churros.

Voto 2 alle postazioni automatiche che effettuano la prenotazione e consentono l'acquisto dei biglietti per la Sagrada Familia ma prelevano soldi solo da carte di credito snobbando le carte "de debito", ossia gli incolpevoli bancomat e carte prepagate. Classiste.

Voto 1 ai dementi che hanno costruito una corona di palazzacci grigi e anonimi tutto attorno alla Sagrada Familia, che comunque hanno l'involontario merito di far risaltare l'enorme sviluppo in altezza di questo capolavoro assoluto di Antoni Gaudì, sebbene ancora incompleto.

Voto 0 al sottoscritto che, pur abituato alle badlands di Catania e Provincia si fa rapinare del portafoglio a Barcellona, nel quale per giunta teneva tutti i documenti. Dei quali non aveva addosso una copia. Asino.