giovedì 28 ottobre 2010

La Neve dell'Ammiraglio

Cover di Anime Salve
Pieno di fascino è questo libro e il suo protagonista, Maqroll il Gabbiere, uomo in eterna peregrinazione, metafora di (una) vita senza requie, (volutamente) senza certezze, in continua ricerca, e forse senza senso. Personaggio che colpì anche l'intelligenza poetica di Fabrizio De Andrè che, nella sua Smisurata Preghiera, rielaborò alcuni dei temi delle poesie della Summa di Maqroll il Gabbiere, testamento dello scrittore e poeta Alvaro Mutis. L'album era Anime salve, scritto a quattro mani con Ivano Fossati, concept dedicato al viaggio, alla solitudine e alla emarginazione dei "diversi", delle minoranze.


L'autore finge di trovare all'interno di un vecchio libro il diario di viaggio di Maqroll nell'impresa di risalire il fiume Xurandò, attratto dall'ennesimo affare che è l'ennesimo pretesto per mettere in gioco ogni risposta e convinzione sull'esistenza e sul tempo terreno. Vi si descrivono le avventure affrontate attraversando la Selva, si "sente" l'odore della Selva, vero e proprio "personaggio" della storia che influenza tutti gli altri, così come il luogo mitico rappresentato dalla locanda che dà il nome al libro. Chiudono la storia alcuni brani tratti da altre peregrinazioni del Gabbiere (diverse da quelle narrate negli altri due titoli della trilogia iniziata da La neve dell'Ammiraglio, Ilona arriva con la pioggia e Un bel morir).

La scrittura è molto colta e densa, come è tipico della letteratura sudamericana, di umori e descrizioni molto "sensibili", realmente tangibili, ma che spesso sono metafora e frutto della visione interiore del protagonista, avida di colori, sensazioni e allo stesso tempo inquinata dalle proprie esperienza, dai propri sogni (e incubi). E, per necessità di sopravvivenza, disillusa.

Chiude il libro una utile e interessantissima postfazione di Ernesto Franco, il curatore.