martedì 28 dicembre 2010

In Boss we trust

 psongology,

Questa canzone, sebbene non all'altezza dei grandi classici, ha un significato e una valenza tutte particolari per Bruce Springsteen, ed è facile rendersene conto: presentata in acustico nel 2008 durante il tour di supporto all'allora candidato Obama e title track dell'ottimistico album che seguì alla vittoria del senatore dell'Illinois,  album che è considerato la reazione ai fantasmi di guerra e all'inquietudine del precedente Magic (2007). Nel susseguente tour mondiale, chiamato naturalmente come l'album da promuovere, il Boss riservava a questo pezzo il momento per il suo discorso sulla "casa di rumore e musica",da declamare nella lingua del Paese ospitante... ecco la (libera) traduzione  di parte delle parole pronunciate durante il concerto di Hyde Park, poi finito nel DVD celebrativo del tour di Working on a dream (ringrazio il mio caro amico David per aver trascritto il discorso dal video del concerto):

Buonasera Londra - siamo così felici di essere qui, nel bellissimo Hyde Park, in questa magnifica sera d'estate! La E Street Band viene da mille miglie lontano per adempiere alla solenne promessa: "rock the house". Ma non abbiamo percorso questa strada solo per "scuotere" la casa, siamo venuti qui stasera perchè ne vogliamo mettere in piedi una, qui su questo splendido prato - costruiremo una casa stasera, prenderemo tutta la paura che c'è in giro e ne faremo una casa d'amore, dei dubbi faremo una casa di fede, della disperazione una casa di speranza, prenderemo tutta la malinconia che c'è in giro e che è dentro di voi e ne faremo una casa di gioia e felicità - perchè questo è il nostro lavoro! E prenderemo momenti poco entusiasmanti e li faremo diventare eccitanti, lo vogliamo davvero! Abbiamo tutto quello che serve, qui sul palco e su questo prato, stasera [...]

E, dal concerto romano del 19 Luglio 2009:

[...] Siamo venuti da mille miglia per mantenere la nostra solenne promessa: per elevare le nostre anime stasera costruiamo una casa, una casa di musica, di spirito e rumore, noi porteremo la musica, ma abbiamo bisogno che Roma porti il rumore!

"Adempiere la promessa", "solenne", "elevare le anime", "potenza della musica": parole sulle quali un campione di cinismo come il sottoscritto non pensava più di potersi soffermare, di poter notare, parole che, finalmente, si riempiono di nuovo di significato, parole che rivelano sentimenti verso i quali l'attualità ci ha disilluso. Al Boss i fan possono credere: la sua storia personale, fatta di gioie e cadute, la grande amicizia con gli E - Streeters, la sua integrità, il suo rispetto per il pubblico e la sua fede nel potere salvifico del rock fanno di lui un interprete credibile, fanno apparire ai fan quelle parole vere, non verosimili.

Quelle parole ruggite nel mezzo di una canzone (e appena  trattenute nello sforzo di ripeterle nella diverse lingue straniere) vanno ai cuori dei fan perchè provengono da un artista nel quale la gente ha fiducia, che considera vicino a se stessa perchè canta di sentimenti e vicende comuni a ognuno, e comuni a più generazioni - dagli attuali ventenni ai ventenni degli esordi, che ora hanno circa sessant'anni e hanno attraversato assieme al loro beniamino i problemi, le ansie, le aspettative dei trenta, dei quaranta e dei cinquanta. Il Boss - disse tempo fa Tom Petty - potrebbe camminare tranquillamente in mezzo ai suoi fan ricevendo solo pacche sulle spalle, e questa è una rarità nel mondo del rock. Quando Bruce Springsteen parla di better days, della possibilità di mondi e vita migliori, della potenza dei sogni ,è facile credergli perchè i fan sanno che il loro beniamino, mettendo se stesso nelle canzoni,  ha vissuto anche lui tempi oscuri e difficili e ne è venuto fuori. 

I'm working on a dream
Though it can feel so far away
I'm working on a dream
And our love will make it real someday


La parte più ottimista della sua produzione - e Working on a dream appartiene senz'altro a questa - è sincera, è vera quanto l'altra parte, quella che ha narrato meglio di altri il crollo delle illusioni e dell'american dream, la paura dell'amore e l'incertezza dei sentimenti, quella che ha criticato la guerra e la cieca fiducia in essa. E se sento il fischiettìo ottimista del ritornello, o l'ingenuo testo della canzone, o se ascolto gli album della sua ritrovata serenità sentimentale riesco ad essere ottimista anch'io -  se sono di cattivo umore metto alcune di quelle canzoni per provare a smettere di esserlo, canzoni che ad un fan non suonano ipocrite o irritanti, canzoni che non sono buoniste, ma sono il frutto delle esperienze di gioia e dolore, fortuna e sfortuna, paura e amore di una persona che lungo tutta la sua vita e in tutto il suo repertorio non ha mai cercato di essere diversa da quella che è, una persona comune, spinta a fare musica da un bisogno ineludibile, privilegiata suo malgrado e per questo mai distante dal pubblico.

I'm working on a dream
And how it will be mine someday


Li li li li li li
Li li li li li li li