lunedì 20 giugno 2011

Bruce e Clarence, due amici

Sono decine gli aneddoti le leggende su Clarence Clemons, Bruce Springsteen e la E - Street Band: in un bel ricordo, apparso oggi su Backstreets (il sito-bibbia dei fan di Bruce Springsteen), ne sono citati alcuni sul leggendario ingresso nella Band e sul suo incontro con Bruce. Molti altri se ne potrebbero citare, raccontati dagli stessi protagonisti durante i concerti, fra una canzone e l'altra, sempre diversi e ricchi di nuovi particolari: ricordo la storia fantastica che Bruce racconta prima di Growin' up, la versione del live '75 - '85, quando Bruce, su consiglio del prete che si era dichiarato impotente, deve chiedere a Dio come convincere il padre che lui non vuole fare l'avvocato, e allora chiede a Clarence dove si trova Dio. "Non c'è problema, sta appena fuori città", risponde Big Man, e ce lo accompagna.

Tra le decine e decine di storie e leggende a me invece va di raccontare un aneddoto legato alla genesi di Born To run, il disco che valse a Bruce Springsteen il successo oltre l'America la fama e la copertina di Time, il disco che ritrae in copertina proprio Bruce e Clarence, Scooter and Big Man. I nostri erano in studio già da quasi un anno ma, dopo infinite estenuanti sessioni di registrazioni e missaggio Bruce non era ancora soddisfatto. Sapeva che quella era l'ultima opportunità che la Columbia gli concedeva per diventare una star e voleva che tutto fosse perfetto, voleva che il disco fosse una vera wall of sound alla Phil Spector. Licenzia un po' di musicisti, Vini Lopez e David Sancious, arrivano Roy Bittan e Max Weinberg. Clarence però è sempre in sala a provare e riprovare, con sempre minore convinzione. Nella piastra scorre ripetutamente la demo di una canzone che si chiamerà Jungleland. Allora Bruce lo prende per le spalle (rimane un mistero come sia riuscito a spostare un  uomo alto due metri, non per nulla chiamato Big man) e chiude letteralmente a chiave Clarence nell'altro studio, urlandogli dietro che non lo farà uscire prima che avrà composto il miglior assolo di cui è capace. La "leggenda" (mi piace chiamarla così) vuole che il nostro rimase chiuso in gabbia 13 ore prima di venire fuori da quella stanza con l'assolo di sax più bello che mai canzone rock abbia mai avuto:
Moltissimi anni dopo Clarence confessò che quell'assolo gli aveva cambiato la vita. Non so a quante altre persone ha cambiato la vita, sono certo però che ogni sera per un incalcolabile numero di volte ha reso migliore la vita di migliaia di spettatori accorsi per vedere Bruce Springsteen e la E street Band. Anche se solo per pochi minuti o per quache ora, anch'io ho visto così, con questi accenti e queste emozioni, i concerti del Boss e gli assoli di Clarence Clemons. E anche un mucchio di altri fan come il grande Ermanno Labianca, il maggior esperto springsteeniano d'Italia, che ricorda l'ultimo concerto del Working on a dream tour. Clarence e il suo assolo hanno reso migliore per pochi minuti la vita di milioni di persone che hanno comprato quel vinile, quella audiocassetta, quel cd, che hanno scaricato quel disco. E la cosa più confortante è che lo farà per sempre, perchè la musica, almeno quella, non ha fine.