mercoledì 26 febbraio 2014

Inside Llewyn Davis


Dal film A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis), dei fratelli Coen, l'interpretazione del traditional Hang Me, Oh Hang Me di Oscar Isaac, ottimo protagonista della storia ispirata al folksinger Dave Van Ronk, volto noto del Village negli anni '60. Su e giù da (quel) palco, parafrasando Ligabue, si avvicendano gli artisti più diversi, compreso il giovane Bob Dylan. Peccato che i Coen, troppo concentrati, forse innamorati di questo affascinante "musicista perdente", alle prese con il gelo della grande città come i romantici bohémien di Puccini, raccontino una New York ricca di fermenti ma grigia, anche cromaticamente, dimenticando il calore, la vivacità e la varietà dei colori del  Greenvich Village nei sixties. Colori che a mio parere ha dipinto meglio Todd Haynes in Io non sono qui (2007), omaggio affascinante alla vicenda artistica e al "multiforme ingegno" del menestrello di Duluth. Il messaggio della pellicola, dopotutto (e qui sono d'accordo con il mio amico Enrico, col quale condivido l'opinione) è che in quella splendida stagione creativa, piena di luci e ombre, contraddizioni, colori e grigiori, delusione ed esaltazione, ideali e cinismo, qualcuno ce l'ha fatta, altri no, e non poteva che essere così.