domenica 6 luglio 2014

Eduard e Elena

Eduard Limonov e Elena Ščapova,  Mosca 1974
L'immagine qui accanto raffigura Eduard Savenko, alias Limonov, assieme alla prima moglie Elena, risalente al 1974, poco prima della fuga in Occidente. Emmanuel Carrère, nella fortunata biografia romanzata dedicata a Limonov (e che ha reso celebre contemporaneamente l'autore e l'eroe del suo libro), fa riferimento proprio a questa fotografia e, tratteggiando con brio acuto il sottobosco dissidente della Mosca brežneviana, definisce Eduard ed Elena come i sovrani di quella vivace e occulta bohème. «Se attorno al 1970 – continua Carrère - c'è stato in unione Sovietica qualcosa di simile al glamour», qualcosa di simile alle foto patinate delle riviste occidentali che circolavano clandestinamente in Russia, «ebbene Eduard e Tanja* ne sono stati l'incarnazione». Lei bellissima, longilinea e trasgressiva, già sposata al pittore finto-dissidente Ščapov; lui fiero, trionfante, giovane poeta fuggito dal grigiore della provincia ucraina. In questa foto, che egli considera un “attestato al merito” (di aver avuto, amato e essere stato riamato da quella donna), Eduard ostenta una giacca formata da centoquattordici pezzi di stoffa variopinta, simbolo della sua eccentricità e del suo spirito di adattamento e sopravvivenza – sbarca il lunario nella capitale come sarto di giacche, i cui modelli copia nelle riviste clandestine. Pochi anni dopo le strade dei due giovani si divideranno, formando due storie diverse e avvincenti: la prima l'ha raccontata Limonov stesso nei suoi numerosi libri, e poi Carrère nella sua splendida biografia; la seconda invece, ancora sconosciuta da noi, è raccontata in un libro della contessa De Carli, ovvero da Elena stessa (il titolo è Sono io, Elena, in risposta al libro dell'ex marito Sono io, Edička), diventata contessa in seguito al matrimonio con il conte Gianfranco De Carli.
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*Inspiegabilmente, l'edizione italiana di Limonov di Carrère cambia il nome di Elena con Tanja, e la fa sposare ad un marchese spagnolo.