Nel mio itinerario nella Storia della letteratura inglese, un viaggio attraverso una lunga e difficile distesa di autori ed opere, la mia testa è andata vagando e rimbalzando tra le nuove scoperte e le cose note ed amate, creando associazioni ed accostamenti a dir poco bizzarri che, per questo, mi sono rimasti particolarmente impressi. Scriverò brevemente dei due più strani, pregando il lettore di valutarli senza severità, considerata la loro natura di “evasione” dai seri obiettivi dello studio.
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| Charlie Chaplin in City lights |
Il primo è nato leggendo la trama del poema del poeta scozzese Robert Henryson (1425 ca. – 1506), il Testament of Cresseid, una sorta di continuazione dell’interminabile Troylus di Geoffrey Chaucer, in cui la fedifraga Criseide, dopo aver lasciato il povero Troilo per seguire Diomede, si ritrova a sua volta sola perduta e abbandonata a rimpiangere il passato e a maledire Cupido. In sogno le appare un consesso di dèi che la punisce sfigurandola con la lebbra per la sua immorale volubilità. Vagando per le strade del mondo, ridottasi a mendicare per vivere, si imbatte senza riconoscerlo nello sfolgorante Troilo, di ritorno da una vittoriosa battaglia contro i greci. L’eroe non può riconoscerla ma nell’atto di farle l’elemosina un vago ricordo affiora alla sua mente mentre Criseide, venuta a sapere più tardi l’identità del cavaliere, pronuncia in punto di morte il suo “testamento” maledicendo le proprie colpe. Nel vago riconoscimento di Criseide da parte di Troilo ho rivisto a parti invertite il riconoscimento finale del povero Charlot, protagonista di City lights, da parte della piccola fioraia.
