Visualizzazione post con etichetta Catania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Catania. Mostra tutti i post

sabato 20 novembre 2010

Va tutto bene


Foto di Andrea Rapisarda
Riprende e si conclude a tempo di record, in occasione della Giornata Nazionale per la difesa del diritto allo studio, la protesta contro le sorti della Facoltà di Lingue di Catania. Differentemente dalla scorsa primavera, quando la mobilitazione e l'interesse degli studenti sono sembrati senz'altro maggiori, il focherello acceso dai professionisti della protesta, rimasti presto senza manforte, si è spento stavolta dopo poche ore.

Perché questo calo di attenzione? Gran parte delle matricole non conosce confini e effetti del problema; molti colleghi non reputano utile interessarsi della cosa, altri preferiscono dimostrare il loro dissenso verso le forme della protesta restando comodamente a casa. Troppi, non solo matricole, non conoscono tout court la questione. La maggior parte ne ha sentito parlare ma continua a vivere benissimo, molti pensano a studiare (sacrosanto), altri sono rassegnati. Non è mia intenzione indagare né sindacare ciascuno di questi casi: per farlo dovrei salire su un piedistallo, sarei costretto a parlare da moralista - cosa che, partecipando appieno di questi tempi (nel bene e nel male), non mi sento di fare.

Tuttavia non voglio negarmi una riflessione relativamente alle esternazioni di alcuni colleghi, con particolare riferimento all’incontro con la cattedra di tedesco, durante il quale una ragazza si è lamentata dei disagi che si riverberano sulla didattica a causa della (sacrosanta) protesta dei ricercatori. Voglio rassicurare la collega: le nostre lauree non sono a rischio, tutti avremo il nostro bel pezzo di carta, rilasciato anche da una Facoltà diversa da Lingue. La classe di laurea rimarrà la medesima, saranno salvi i concorsi e le carriere. Ma l’esistenza della Facoltà, la perdita della sua autonomia ha un prezzo.