"Nell'ora di un caldo tramonto primaverile apparvero presso gli stagni Patriaršie due cittadini [...] Giunti all'ombra dei tigli che cominciavano allora a verdeggiare, gli scrittori (i due cittadini di cui sopra, ndr) si precipitarono per prima cosa verso un chiosco dipinto a colori vivaci, che portava la scritta "Birra e bibite". Ma conviene rilevare la prima stranezza di quella spaventosa serata di maggio. Non solo presso il chiosco, ma in tutto il viale parallelo alla via Malaja Bronnaja, non c'era anima viva. In un'ora in cui sembrava che non si avesse più la forza di respirare, quando il sole, che aveva arroventato Mosca, sprofondava oltre il viale Sadovoe in una secca bruma, nessuno era venuto sotto l'ombra dei tigli, nessuno sedeva su una panchina, deserto era il viale."
(M.A. Bulgakov, Il Maestro e Margherita)
| (Veduta degli Stagni del Patriarca) |
Il celeberrimo incipit de Il Maestro e Margherita, qui nella traduzione di Vera Drisdo, ha reso universalmente famoso un angolo della città molto amato dai moscoviti, una piccola cintura verde attorno ad uno stagno scuro, nascosta da eleganti palazzi liberty, vicina ma allo stesso tempo al riparo dalla vivace Via Sadovaja.