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domenica 31 luglio 2011

Can't get my eyes off of you






Dopo qualche peregrinazione sul web sono riuscito nell'impresa di trovare un video incorporabile della famosa scena de Il cacciatore (The deer hunter, Michael Cimino) di cui Can't get my eyes off of you di Frankie Valli è colonna sonora:

Protagonisti sono, tra gli altri, il grande Robert De Niro, Christopher Walken, John Savage, John Cazale. I quattro sono nel bar dell'amico John alla vigilia della partenza di alcuni di loro per il Vietnam:  il loro canto spiegato è un canto che svela esaltazione e disperazione allo stesso tempo. Ognuno cerca di dissimulare la tensione, ognuno sa che sta per fare un passo decisivo nella propria vita, un passo che la cambierà per sempre. Il film di Michael Cimino parla proprio di questo: delle vite di un gruppo di ragazzi di un piccolo paese di immigrati russi in Pennsylvania sconvolte dalla tragica esperienza della guerra. L'esperienza umana ed esistenziale sconvolgente dei protagonisti corrisponde, come è stato detto della guerra in Vietnam, alla "perdita dell'innocenza" dell'America. La melodia pop di una canzone come questa di Frankie Valli crea una sorta di straniamento fra gli stati d'animo controversi dei personaggi e il pieno di vita, di sentimenti che esprime una canzone d'amore. Cantandone il ritornello a squarciagola è come se i quattro amici volessero esorcizzare le proprie paure, come se volessero convincersi di fare ancora parte del mondo di quella canzone, un mondo di sentimenti legati alla gioia, alla spensieratezza. A questo link si può ascoltare la canzone per intero, a questo invece si può vedere il trailer del film.

sabato 26 febbraio 2011

Dark cafe days

                                                                                                                 
Cover di Blue
Mi fa piacere recuperare, in questa occasione, una mia vecchia traduzione dell'end track del bellissimo album di Joni Mitchell Blue, che avevo recensito qualche tempo fa su il_posto_delle_fragole. A rileggerla adesso mi sembra ancora tutto sommato ben fatta; avevo e ho ancora qualche dubbio ma, si sa, la traduzione è frutto di scelte a volte difficili (le mie più che altro obbligate dalla mia limitatezza). 

Ecco quindi una pagina dello struggente diario di Joni Mitchell finito su vinile... in ogni pagina uno stato d'animo, una situazione familiare, un sentimento, un'emozione con una sensibilità femminile, fragile, commovente... E quando dico "sensibilità femminile" voglio dire qualcosa di peculiare, di particolare, perchè penso che solo una donna riesca a parlare in questi termini, con questa fiducia dell'amore. Nella canzone si scontrano due visioni contraddistinte, quella cinica di Richard e quella più idealistica di Joni: l'ultima strofa farà giustizia dell'una e dell'altra.

Joni Mitchell - The last time I saw Richard (testo originale)

L’ultima volta che vidi Richard fu a Detroit nel ‘68,
e mi disse che tutte le persone romantiche incontrano un giorno lo stesso destino
e poi, ciniche e ubriache, annoiano qualcuno in qualche oscuro caffè.
«Ridi» disse, «credi di non essere così,
guarda i tuoi occhi, sono pieni di luna  
ti piacciono le rose, i baci e gli uomini carini che ti raccontano
tutte quelle menzogne, belle menzogne
Quando realizzerai che sono solo belle menzogne,
solo belle menzogne, appena belle menzogne?»

Mise un quarto di dollaro nel Wurlitzer
Spinse tre bottoni e la macchina iniziò a rumoreggiare
E venne una cameriera in calze a rete e papillon
che disse: «Finite di bere, adesso, che si fa ora di chiusura»

martedì 28 dicembre 2010

In Boss we trust

 psongology,

Questa canzone, sebbene non all'altezza dei grandi classici, ha un significato e una valenza tutte particolari per Bruce Springsteen, ed è facile rendersene conto: presentata in acustico nel 2008 durante il tour di supporto all'allora candidato Obama e title track dell'ottimistico album che seguì alla vittoria del senatore dell'Illinois,  album che è considerato la reazione ai fantasmi di guerra e all'inquietudine del precedente Magic (2007). Nel susseguente tour mondiale, chiamato naturalmente come l'album da promuovere, il Boss riservava a questo pezzo il momento per il suo discorso sulla "casa di rumore e musica",da declamare nella lingua del Paese ospitante... ecco la (libera) traduzione  di parte delle parole pronunciate durante il concerto di Hyde Park, poi finito nel DVD celebrativo del tour di Working on a dream (ringrazio il mio caro amico David per aver trascritto il discorso dal video del concerto):

Buonasera Londra - siamo così felici di essere qui, nel bellissimo Hyde Park, in questa magnifica sera d'estate! La E Street Band viene da mille miglie lontano per adempiere alla solenne promessa: "rock the house".

mercoledì 27 ottobre 2010

Hairshirt


In questa puntata di psongology (ovvero: crimini contro le canzoni, dal ventriloquismo all’appropriazione indebita) faremo a pezzi un brano dei R.E.M. Sfortunatamente, non conosco altro modo di far parlare le canzoni se non usandole e riusandole a mio piacimento col risultato che, spesso, emerge ben altro rispetto a quello che esse, docili, vogliono dire, rispetto a quello che gli autori hanno cercato di esprimere. Su di loro, senza volerlo, si proiettano desideri, stati d’animo, sensazioni, e di colpo diventano più che canzoni, più che musica, diventano specchi, contenitori vuoti da riempire. Non sempre tutta la colpa è del sottoscritto, a volte sono le canzoni stesse a prestarsi a molteplici interpretazioni, a volte sono difficili o ambigue, a volte sono volutamente inafferrabili (e ciò le rende più affascinanti ma più "manipolabili"), a volte rimandano ad altre canzoni e moltiplicano così il gioco e il divertimento…